LESIONE DEI TENDINI PERONIERI

Sono la causa più frequente di dolore della parte laterale della caviglia, in particolare della regione dietro al malleolo peroneale.
I tendini sono bendellette di tessuto elastico che connettono un muscolo all’osso al quale devono trasmettere la loro azione meccanica. I due tendini peronieri decorrono all’esterno delle ossa nella caviglia, uno di essi prende inserzione sulla parte esterna del mesopiede l’altro invece curva sotto al piede inserendosi all’interno della volta plantare stabilizzandola trasversalmente.

Immagine Tendini Peronieri vista laterale
Tendini peronieri vista laterale
Immagine Tendini Peronieri vista frontale
Immagine Tendini Peronieri vista frontale

la principale funzione dei tendini peronieri è quella di stabilizzare il piede e la caviglia proteggendo i legamenti da stiramenti e rotture.

Cause

Le lesioni dei tendini peronieri possono essere acute o croniche. Frequentemente occorrono ad individui che praticano sport di contatto, comportanti ripetuti movimenti della caviglia. I soggetti con piede cavo sono più predisposti a questo tipo di affezioni, a causa della rotazione in varo del calcagno che sottopone a maggior tensione i due tendini.

Tendiniti acute:
Sono l’infiammazione di uno o entrambi i tendini. L’Infiammazione à causata da attività comportanti l’uso ripetitivo con carichi eccessivi dei tendini o microtraumi da stiramento

Sintomi

I sintomi della tendinite comprendono:
• Dolore
• Tumefazione lungo la guaina dei tendini in sede retromalleolare esterna
• Arrossamento cutaneo

Immagine piede

In caso di lesioni complete che possono verificarsi per un trauma distorsivo in inversione della caviglia di notevole entità, oltre ai sintomi sopra descritti si associa

• impotenza funzionale
• instabilità della caviglia con a volte
• aumento dell’altezza dell’arco plantare.

Tendinopatie croniche

Si formano lentamente durante un prolungato periodo di tempo, sempre su base degenerativa, causate da un sovraccarico meccanico, come nei soggetti con piede cavo e calcagno varo ruotato all’esterno, o in chi pratica sport in cui la caviglia viene sovraccaricata funzionalmente.

I sintomi delle tendinopatia degenerativa includono:
• dolore saltuario
• sensazione di instabilità e debolezza della cavoglia
• accentuazione dell’arco plantare.

tendini
Diagnosi

La diagnosi precoce è molto importante in quanto tali lesioni molto spesso sono misconosciute peggiorando ed evolvendo in lesioni più complesse.
Il dolore evocato dalla palpazione accurata dei tendini associato all’osservazione di instabilità gonfiore e arrossamento da parte del chirurgo in tale zona specifica, permette insieme al riscontro oggettivo di immagini di lesione mostrate da una risonanaza magnetica, di fare diagnosi certa.
Sarà compito del chirurgo esperto, quello di escludere lesioni molto spesso associate, come quelle della capsula e dei legamenti laterali della caviglia, dei legamenti dell’articolazione sottoastragalica e delle sindesmosi che tengono uniti il perone alla tibia.
Dolore e problemi dopo un episodio distorsivo della caviglia che si prolungano per più di due mesi, sono quasi sempre segno di lesioni addizionali non prontamente riconosciute e trattate.

Trattamento

Trattamento conservativo

Dipende dal tipo di lesione, comprende:
• immobilizzazione con gesso o tutore rigido della caviglia, per permettere alle lesioni specie acute di cicatrizzare.
• Terapia medica con antiinfiammatori e anti edemigeni
• Uso di tutori e bendaggi elastici per limitare gli stress meccanici sui tendini
• Terapia infiltrativa con cortisonici, acido ialuronico ma soprattutto con gel piastrinici per riparare e rigenerare il tessuto degenerato.

Trattamento Chirurgico

Consiste nell’esposizione del tendine lesionato, nella rimozione del tessuto necrotico e della sinovia infiammata e ipertrofica, e nella sua riparazione mediante sutura appropriata.
Personalmente applichiamo sempre con una siringa il gel piastrinico per la sua attività antinfiammatoria e rigenerativa.

gel piastrinico - antinfiammatorio

Il post operatorio prevede l’immobilizzazione con un tutore a gambaletto per 3 settimane.