LESIONI OSTEO CARTILAGINEE

Si tratta di lesioni della cartilagine della caviglia spesso di origine post-traumatica, che interessano quasi sempre la superficie articolare dell’astragalo.


Vengono classificate in base alla loro localizzazione ma soprattutto secondo la loro gravità in 4 gradi :

Lesioni di primo grado

in cui è presente una semplice contusione cartilaginea con lieve incrinatura senza interruzione della superfice cartilaginea

Lesioni di secondo grado

in cui abbiamo un interruzione incompleta della superfice cartilaginea

Lesioni di terzo grado

in cui l’interruzione è completa ma senza dislocazione del frammento
Lesioni di 4 grado

lesione completa con dislocazione del frammento
Al di sotto della cartilagine a livello dell’osso subcondrale è presente una cisti ossea in collegamento con la lesione della cartilagine.

TRATTAMENTO

Le lesioni di primo e secondo grado hanno un’evoluzione benigna, sono solitamente asintomatiche e non necessitano di trattamento

Quelle di terzo e quarto grado sono sintomatiche e necessitano di trattamento chirurgico.

La maggior parte, tranne le lesioni massive, vengono trattate per via artroscopica mediante accesso anteriore o posteriore a seconda della loro localizzazione.

Il trattamento di elezione consiste nel praticare delle microfratture a livello del pavimento osseo della lesione (bone marrow stimulation), con un apposito punteruolo.
Questo procedimento stimola un processo riparativo per l’attivazione di cellule ematiche e mesenchimali presenti nel midollo osseo sottostante,che porta alla formazione di un tessuto di riparazione fibroso, che colma la lacuna cartilaginea con remissione della sintomatologia nell’80 per cento dei casi.



A volte è utile potenziare questo effetto aggiungendo del gel piastrinico o innesti di grasso addominale anch’esso ricco di cellule pluripotenti.


Il recupero post-operatorio è veloce, e prevede un tutore e scarico parziale per due settimane, seguito da un periodo di fisioterapia per recuperare la piena motilità articolare e potenziare la muscolatura circostante.

Nelle lesioni più grandi di 2,5 cm è indicato invece il trapianto osteocondrale mediante innesto di cartilagine prelevato in altra sede.